Mer 3 Agosto 2022

Come si gioca a poker all’italiana: regole e punti

Il poker all’italiana è una delle varianti più famose e rappresentate del tradizionale gioco del poker. La sua particolarità è dettata dall’assenza della modalità torneo ma dalla partita cash, con la sfida che termina all’esaurirsi della somma di denaro dei giocatori. A livello internazionale, è una variante conosciuta anche con il nome Five card draw. Esistono svariate versioni anche online del poker, con annessi welcome bonus nei principali siti, che non presentano differenze dal punto di vista delle regole del gioco.

Le regole del poker all’italiana: la distribuzione delle carte

Il poker all’italiana ha un numero variabile di giocatori e in base a quello cambia il numero totale di carte da utilizzare (ad eccezione dei jolly), a ciascun partecipante vengono però distribuite sempre 5 carte. Il calcolo delle carte da utilizzare è semplice: si sottrae all’11 il numero dei giocatori della partita e si utilizzano le carte dal risultato all’asso. Un esempio pratico: se i giocatori sono 5, si compie la sottrazione (11 – 5 = 6) e si distribuiscono le carte dal 6 all’asso. 

Prima della distribuzione delle carte, ogni giocatore deve versare la quota minima di partecipazione per la sfida, somma definita “ante” o “invito”, che va a formare il piatto. In seguito, il mazziere (sorteggiato tra i presenti) è colui che distribuisce le carte: l’operazione inizia con il primo giocatore alla sua sinistra e procede in senso orario. Al termine della distribuzione, ogni giocatore osserva le proprie carte e valuta la miglior strategia possibile.

Apertura nel poker all’italiana

Aprire il gioco vuol dire puntare una somma di denaro sul piatto e far sì che gli avversari facciano lo stesso, almeno la stessa cifra se vogliono proseguire la sfida. Si può aprire il gioco nel caso in cui si possieda una coppia di jack nella propria mano o il progetto di una scala reale. Qualora nessuno potesse (o volesse) aprire, il turno passa al giocatore successivo ma questa volta per l’apertura sarà necessaria una coppia di donne (al turno seguente due re o due assi).

C’è però un altro caso, vale a dire l’apertura al buio: è possibile farlo unicamente prima della distribuzione delle carte da parte del mazziere e solo quando la coppia necessaria per aprire è quella formata dai due jack (dunque può farlo solo il primo giocatore alla sinistra del mazziere). 

Il partecipante che apre al buio prende il nome di buiante. Il giocatore a lui successivo ha il diritto di effettuare un altro rilancio al buio (il doppio della cifra precedente) e prende a sua volta il nome di controbuiante. Questo può ripetersi anche per il giocatore successivo, fino ad un massimo di 3 rilanci al buio.

Come si gioca: le possibili mosse del giocatore

Una volta che i giocatori hanno controllato le proprie carte, è possibile richiedere un cambio al mazziere. Il cambio delle carte si svolge sempre in senso orario a partire dalla sinistra del mazziere. Ogni giocatore può cambiare da 0 a 4 carte, qualora non cambiasse nulla prende il nome di servito. Una volta che gli eventuali cambi si sono conclusi, solo una volta per mano, è possibile procedere all’ultima fase.

È il momento di maggior strategia della partita, in cui ciascun giocatore decide che mossa fare a seconda delle carte di cui dispone. Le possibili mosse sono: 

  • passare, vale a dire uscire dalla mano in corsa;
  • bussare, ovvero passare la parola al giocatore successivo;
  • parola, equivalente al bussare ma con tale denominazione se praticata da tutti i giocatori;
  • puntare, cioè mettere sul piatto una somma che gli altri partecipanti devono per forza pagare per far sì che venga mostrata la mano;
  • rilanciare, ossia mettere sul piatto una somma più alta della puntata precedente che gli altri giocatori sono costretti a pagare per vedere la mano.

Una volta concluso il giro, se tutti i giocatori hanno passato eccetto un partecipante, sarà lui ad aggiudicarsi il piatto. Qualora invece ci fossero almeno due giocatori, si arriva alla fase del “vedere” e dunque si scoprono le carte e si mostrano i rispettivi punti.

I punti nel poker all’italiana: il valore delle mani

Il calcolo del punteggio non differisce troppo dalla scala dei valori classica del Texas Hold’em (la principale variante del poker), la differenza principale è sostanzialmente una: il colore è superiore al full. La ragione è da ricercarsi in un principio matematico: dal momento che sono presenti meno carte nella variante all’italiana, è più semplice fare full rispetto al colore (e dunque vale di più il colore). Di seguito le possibili combinazioni per i punti, in ordine decrescente:

  • scala reale massima (o royal flush): dall’asso al 10, l’importante è che siano tutte dello stesso seme;
  • scala reale (o straight flush);
  • poker (o four of a kind): quattro carte uguali con semi differenti;
  • colore (o flush): cinque carte uguali;
  • full house: tris e una coppia;
  • scala (o straight): una sequenza di cinque carte con semi diversi;
  • tris (o three of a kind): tre carte uguali e due diversi;
  • doppia coppia (o two pair): due coppie e una carta spaiata;
  • coppia (o pair): una coppia e tre carte spaiate;
  • carta alta (o high card): cinque carte spaiate e non consecutive, la carta più alta è l’unica che potrebbe fare punti.

Come si vince al poker all’italiana?

Il giocatore che vince la mano è colui che, in una delle fasi di gioco, punta una somma e nessun altro partecipante la pareggia. La conclusione della partita invece richiede l’esibizione dei punteggi, per cui ogni partecipante è chiamato a rendere scoperte le proprie carte ed infine l’assegnazione dei piatti, vale a dire le puntate nelle mani precedenti. 

Le migliori strategie

Prima di tutto è fondamentale considerare il vantaggio derivante dalla posizione, considerando che il gioco inizia sempre a partire dalla sinistra del mazziere. 

In secondo luogo, è altrettanto importante osservare bene il numero di carte cambiate dai giocatori, utili ad acquisire informazioni sulle possibili strategie degli altri giocatori. Trovarsi in ultima posizione risulta perciò utilissimo poiché è possibile ragionare avendo già visto quali giocatori hanno cambiato le carte. Se, ad esempio, un partecipante cambia due carte, è possibile presupporre abbia un tris o stia valutando il progetto di un colore o una scala. 

Il bluff resta una via percorribile, utile a trarre in inganno gli avversari: scegliere di non cambiare carte, ad esempio, potrebbe spaventare gli avversari ed indurli a non puntare.

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