Il poker può rivelarsi uno dei giochi più duri da imparare per coloro che si approcciano per la prima volta a questo passatempo. Ciò dipende non tanto per le regole, che sono tutto sommato poche, quanto piuttosto per una serie di errori che si fanno per inesperienza. E anche se di per sé si tratta di errori piccoli sono proprio quelli che pregiudicano il buon o cattivo esito di una mano, soprattutto considerando che il bluff e la capacità di mentire rappresentano elementi portanti del gioco.
Il primo consiglio per tutti i principianti che si avvicinano al mondo del poker è sicuramente quello di provare tutte le possibili varianti, passandole in rassegna e poi studiare a fondo quella preferita. Un elemento che non deve mancare è il tempo: ne occorre sia per comprendere tutte le regole, sia soprattutto per cogliere segreti e strategie che ci sono sotto.
Che si tratti di poker online o live poco cambia: la conoscenza e la pratica sono la prima regola essenziale per scoprire tutti i trucchi del gioco. Sicuramente la variante più diffusa in assoluto è il Texas Hold’em, resa celebre da tornei come il World Series of Poker (WSOP). In questa versione, ogni giocatore riceve due carte coperte (chiamate “hole cards”) e cinque carte comuni vengono distribuite al centro del tavolo. Le carte comuni sono rivelate in tre fasi: il “flop” (tre carte), il “turn” (una carta) e il “river” (una carta finale). I giocatori usano una combinazione delle proprie carte e di quelle comuni per formare la migliore mano possibile. Texas Hold’em richiede una buona strategia, abilità nel bluff e capacità di lettura degli avversari.
Una seconda scelta può essere l’Omaha: è simile al Texas Hold’em, con la differenza principale che ogni giocatore riceve quattro carte private invece di due. Per formare la propria mano finale, il giocatore deve usare esattamente due delle proprie carte e tre delle cinque carte comuni. La versione più diffusa è l’Omaha Hi, ma esiste anche l’Omaha Hi-Lo, dove il piatto viene diviso tra la mano più alta e quella più bassa. Omaha richiede una maggiore capacità di calcolo delle probabilità, data la maggiore combinazione possibile di carte.
La terza variante è il Seven Card Stud: prima della popolarità del Texas Hold’em e dell’Omaha, il Seven Card Stud era la variante dominante nei casinò e nelle sale da poker. In questa versione, ogni giocatore riceve sette carte, tre coperte e quattro scoperte, e non ci sono carte comuni. I giocatori devono formare la migliore mano di cinque carte utilizzando solo le carte in loro possesso. Seven Card Stud è un gioco di abilità e memoria, poiché i giocatori devono ricordare le carte scoperte degli avversari. Il Razz è un’ulteriore variante di Seven Card Stud, ma con un’importante differenza: l’obiettivo è ottenere la mano più bassa possibile. In questa versione, il colore e le scale non contano, e l’Asso è sempre la carta più bassa. La miglior mano possibile è “A-2-3-4-5”. Razz richiede un approccio strategico diverso, in cui è importante cercare di formare una mano bassa.
Quando si gioca, quale che sia il gioco, è sempre importante stabilire la cifra che si vuole spendere e non oltrepassarla per nessuna ragione. Soprattutto se si è principianti la scelta più saggia è partire giocando limiti bassi e affinare così strategie e conoscenza del gioco: ci si potrà permettere di fare errori senza che questi costino troppo caro.
Il poker induce spesso i principianti ad una serie di errori comuni. Riuscire a correggerli aumenta già di per sé il livello della prestazione e quindi la possibilità di riuscita.
Occhio alle mani
La foga e l’entusiasmo fanno spesso commettere degli errori: nel caso del poker la voglia di entrare in tutti i piatti porta spesso al desiderio di voler giocare tutte le mani. Saggio, invece, è selezionare accuratamente le mani con cui giocare, chiamare e rilanciare. Gli assi e le coppie alte sono il sogno di ogni players, ma sappiamo anche che nel corso di un torneo saranno ben poche le mani importanti a fronte di quelle marginali. Come scegliere le mani con cui giocare? Una buona scelta si può operare in base alla propria posizione: certe mani fuori posizione sono da evitare, ma in posizione assumono un altro valore.
Se questo vale per il preflop, è altrettanto valido nel post flop dove esiste l’opzione del fold. Spesso i principianti tendono a non foldare, ma è bene tenere sempre a mente che spesso il fold è la soluzione migliore, se non l’unica, per non perdere troppe chips.
L’importanza della posizione
Si tratta di un aspetto che tutti i principianti tendono a trascurare, ma la posizione può dare un grande vantaggio permettendo di sfruttare informazioni che, al momento della decisione, altri giocatori non hanno. C’è chi sostiene che la posizione sia a volte più importante in una partita delle carte stesse. E a pensarci bene non ha tutti i torti. Vediamo perché con due esempi:
Meglio essere passivi o prendere iniziativa?
Il poker premia gli audaci, ed il motivo è semplice: puntando si può vincere in due modi, chiamando in uno. Molto spesso è importante considerare l’importanza dei bluff all’interno della partita e le carte non rappresentano l’unico elemento per decidere se effettuare la chiamata oppure no. Eppure tutti i principianti fanno lo stesso errore: entrano in gioco facendo soltanto call e passando quindi non solo per deboli, ma anche per giocatori passivi.