In questo articolo si snocciola il regolamento del gioco attraverso una spiegazione semplice su come si gioca a burraco secondo le regole della Federazione FIBUR per poi esaminare nell’articolo dedicato al burraco online alcune differenziazioni. Per quanto riguarda la sua origine, il gioco risulta essere tra i più recenti in assoluto rispetto ai giochi di carte tradizionalmente praticati, che affondano le loro radici nei secoli precedenti. Per ritrovare infatti la nascita del Burraco occorre tornare solo alle metà del Novecento, più precisamente intorno agli anni ’40, in Uruguay. In seguito si è diffuso in Italia, ma solo a partire dagli anni ’80.
Per giocare a Burraco si utilizzano due mazzi di carte a seme francese. Se in altri giochi è frequente scartare i jolly, in questo caso vengono tenuti, così da avere in totale 108 carte che compongono la partita. Il dealer, vale a dire il mazziere, si occupa della distribuzione delle carte. Immediatamente prima di questo momento, però, il giocatore che si trova seduto alla sua destra si occupa di smezzare il mazzo, vale a dire tagliarlo a metà. Colui che distribuisce le carte, in seguito, lo ricompone e comincia a ripartire le carte. Ora prepara due pile di 11 carte ciascuna, prendendole dal fondo e andando a comporle assegnando una carta a testa fino al raggiungimento del numero suddetto.
I due mazzetti vengono disposti uno sopra l’altro, ricordandosi che il mazzetto al quale è stata assegnata la prima carta dovrà essere quello sopra, le carte rimanenti, rigorosamente coperte, verranno invece posizionate al centro del tavolo e costituiranno il mazzo di pesca.
Prima di fare ciò però, il mazziere deve anche distribuire a ciascun giocatore, in senso orario, una carta per 11 volte: ciascun partecipante avrà così in mano 11 carte che formeranno le “mani”. In seguito, si aggiunge una carta scoperta al “monte scarti”, collocato sul tavolo da gioco a fianco del “monte di pesca”.
Una volta compresa la distribuzione delle carte, come si gioca al burraco? Si passa ora all’analisi dello svolgimento del gioco. Il giro procede in senso orario ed ogni giocatore al proprio turno può compiere due differenti mosse:
Dopo aver compiuto una delle precedenti azioni, può scegliere se creare delle combinazioni di carte valide e/o se legare una o più carte a combinazioni già esistenti.
Alla fine del suo turno, inoltre, ciascun giocatore deve scartare una carta, l’unica eccezione a questa regola avviene quando un giocatore “va a mazzetto al volo” cioè senza scartare alcuna carta dalla propria “mano”.
Quali sono però queste combinazioni che possono essere create? Le combinazioni valide che si possono giocare, e che andranno posizionate davanti a sé o davanti al proprio compagno, sono:
Alla combinazione si può anche legare, in qualsiasi posizione, un jolly o una “pinella” (le carte di valore 2) per un massimo di 1 per ogni combinazione. L’unica eccezione possibile è la pinella che rappresenta il “2” posizionato nella posizione del “2” dello stesso seme, che in tal caso non si considera come carta speciale ma semplice prosecuzione della sequenza.
Comprese ora le principali mosse che possono compiere i giocatori, quando si fa burraco? Lo scopo del gioco è presto detto: è quello di avere al termine della partita un punteggio superiore a quello dei propri avversari.
Per poter realizzare questo obbiettivo, le possibili strategie di gioco sono essenzialmente 2:
Questo concetto è molto importante e trascurato. Il buon giocatore di Burraco sa (in base alle carte che possiede e alla situazione degli avversari) quale delle due strategie è la migliore.
Per poter chiudere, il giocatore o la coppia, deve raggiungere 3 obbiettivi:
Dopo che il giocatore (o una coppia, nel caso di partite a squadre) ha chiuso, si procede alla conta del punteggio.
Prima però c’è la definizione del burraco che può essere:
La chiusura in sé dà diritto ad un bonus di 100 punti. In seguito, la canasta pura dà diritto ad un bonus di 200 punti mentre quella semi pura regala 150 punti. Ci si ferma a 100 nel caso della canasta impura. A questo, è bene ricordare anche la penalità: se un giocatore (o la squadra) non è riuscita a prendere il pozzetto, si sottraggono 100 punti.
Infine, si ha il conteggio delle carte che sono state posizionate nel tavolo. La carta più ambita è il jolly perché offre 30 punti, segue la pinella con 20. Ciascun asso, a prescindere dal seme, ne offre 15 mentre le carte 8,9, 10 e le figure, ne conteggiano 10. Tutte le altre carte valgono invece 5 punti. Ovviamente si conteggiano anche le carte che sono rimaste nella mano del giocatore che non ha chiuso: in questo caso il valore delle carte è identico a quello appena descritto, solo che l’ammontare totale sarà sottratto dal punteggio e non aggiunto.