Gio 10 Ottobre 2019

Zlatan Ibrahimovic: arriva la statua

Re Zlatan a Malmö per l’inaugurazione della sua statua

Spregiudicato, irriverente, anticonformista. Tutto questo e tanto altro è Zlatan Ibrahimovic: ed ora ha anche una statua!
Il fuoriclasse, attualmente al Los Angeles Galaxy, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’opera d’arte davanti il Malmö Stadion e commentato l’evento con la modestia che lo contraddistingue:

«Se andate a New York trovate la statua della Libertà, se venite in Svezia trovate la statua di Zlatan»

La statua è stata commissionata dalla Federazione Calcio svedese per celebrare “il più grande talento del calcio svedese di tutti i tempi”.
Alta 2 metri e 70 centimetri e pesante 500 kg, la statua di “Ibra” – che dovrebbe simboleggiare che “tutto è possibile” – è stata sistemata all’esterno della Malmö Arena, lo stadio della squadra dove Zlatan – da ragazzo – iniziò la sua irresistibile ascesa.
Durante la cerimonia lo stesso attaccante svedese ha esortato tutti a credere in ciò che si fa, qualunque cosa sia, perchè il successo è frutto di impegno e dedizione. E a ben vedere lui di carriera ne ha fatta: il Malmö, appunto, poi Ajax, Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Manchester United ed infine LA Galaxy.

Possibile ritorno in Italia?

Zlatan sicuramente non lo esclude e ai microfoni afferma di poter far meglio di quelli che ci sono ora.
L’attaccante svedese, fiero della forma fisica che vanta a 38 anni, sente ancora di poter fare la differenza e sarebbe disposto a tornare in Italia. Il contratto in MLS scadrà il prossimo Dicembre, a quel punto sarà tutto da vedere…
Un commento, naturalmente, non lo risparmia ai maggiori club di Serie A:

“La Juventus sta facendo grandi cose, è il simbolo del calcio italiano per la squadra e i calciatori che hanno. Anche l’Inter sta facendo grandi cose con un grande allenatore. Le altre squadre stanno provando qualcosa ma non sono ancora al suo livello. Mi dispiace tanto per il Milan, per me deve essere un top club per risultati e per investimenti. Ma al momento non è così. Si devono fare investimenti. Tutto arriva dalla proprietà. Se non si fanno investimenti non si va da nessuna parte: la qualità non è gratis”.